Dieci anni

Copertina RosaÈ almeno un mese che mi riprometto di scrivere un post, in occasione di questo anniversario, ma come quasi ogni volta che uno riflette tanto su qualcosa mi trovo con le parole che si ingarbugliano sulle troppe cose da dire, su tutte le emozioni che non si lasciano esprimere in forma coerente.

Oggi la Rosa compie ufficialmente dieci anni e, anche se a parte il prologo i primissimi capitoli sono ormai stati relegati agli archivi storici, mi dà una specie di vertigine rendermi conto di quanto tempo ci abbiamo passato sopra, io e Sabry e tutte le persone che in questi anni ci sono state vicine; pensare che alcuni di voi sono con noi praticamente dall’inizio, sono diventati parti inestricabili delle nostre vite. Ho conosciuto alcune delle mie migliori amiche, scrivendo questa storia; ho vissuto un numero imprecisato di vite, esperienze, odi e amori a volte terribilmente contraddittori. Sono cresciuta, letteralmente.

Ho iniziato e finito l’università – ricordo che il primo giorno dei corsi Sabrina era sicura che non saremmo più riuscite a continuare con lo stesso ritmo, io mi sforzavo di essere ottimista ma non avevo idea di cosa aspettarmi – ho vissuto quasi un anno a Siviglia, ho tradotto libri e insegnato a ragazzini che hanno esattamente l’età che avevo io all’inizio di questo percorso. Mia sorella minore sta per avere una bimba. Io vivo in una casa piena di piante e sfumature di viola, ma ho un gatto nero esattamente come a quel tempo.

Fare bilanci è sempre stranissimo.

E non so cosa volessi dire, quando ho iniziato a scrivere, ma adesso sento più che altro voglia di abbracciarvi tutti: quelli che si sono persi per strada e quelli che sono rimasti, quelli che sento quotidianamente e quelli che incrocio solo ogni tanto e mi illuminano la giornata. Quelli che si aggiungono giorno dopo giorno, come un piccolo miracolo che si ripete ogni volta. Perché non mi sarei mai aspettata, dieci anni fa, di ritrovarmi qui oggi a scrivere qualcosa di simile; perché forse non tutti saranno contenti, delle cose che abbiamo in programma d’ora in avanti, ma io ho in mente il nostro percorso e funziona, è quello che cerco.

La Rosa è sempre stata il nostro specchio. Lo era dieci anni fa, quando giocavamo di ruolo con una manciata di personaggi che, in retrospettiva, erano più stereotipi che creature tridimensionali; lo è stata negli anni intercorsi, quando parola dopo parola i loro caratteri si sono definiti, scolpiti, precisati, e insieme a loro il nostro stile, la nostra visione del mondo. Noi stesse. E lo è anche adesso, dopo un mese passato a smembrare quel quasi milione di parole nelle sue componenti essenziali, selezionando e accorpando e potenziando le cose che ci interessano fino ad avere lo scheletro di una cosa fedele a noi stesse; vecchia e nuova e  – speriamo – originale.

Sono fiera di tutto quello che abbiamo fatto finora, tantissimo: non sono tipo da elogi leggeri, soprattutto riguardo a me stessa, ma se penso alla Rosa, e a tutte le storie che vi sono connesse, so che in ogni momento abbiamo dato il massimo; che, per quanto in alcune cose adesso fatichi a riconoscermi, quando le abbiamo scritte erano giuste e importanti e hanno contribuito a rendermi quella che sono.

Spero che, tra dieci anni, potrò essere altrettanto fiera del percorso che ci aspetta. E spero che alcuni di voi saranno ancora qui, e che quello che vogliamo fare vi interesserà quanto quello che abbiamo fatto finora.^^

Come alcuni sapranno, l’ultimo anno è stato – per quanto silenzioso – ricco di novità e progetti: in particolare, abbiamo firmato un contratto per pubblicare con la Triskell Edizioni una versione rivista e migliorata (oltre che trasposta in Italia^^) della storia di Mike e Ash. In seguito a questo, avevamo già provveduto l’anno scorso a togliere dal web i capitoli relativi al loro incontro e all’inizio della loro relazione, lasciando la Rosa un po’ sbilanciata. Inizialmente l’idea era di mantenerla online comunque, per quanto “mozza”, ma, riflettendoci meglio, ci siamo rese conto che quell’opzione ci mette a disagio e che, soprattutto considerando che stiamo lavorando a una nuova versione da pubblicare nel prossimo futuro, è meglio rinunciare alla nostalgia e ai sentimentalismi che ci hanno portato a evitare scelte drastiche e abbiamo deciso di togliere la Rosa così com’è da EFP e dalle altre piattaforme online. Entro la fine dell’anno – probabilmente verso l’inizio di dicembre – provvederemo a farlo: lo ricorderemo ancora, ma ci sembrava giusto iniziare da adesso ad annunciarlo pubblicamente. Stiamo ragionando sulla possibilità di fare una versione ebook privata della versione attuale – per quanto sbilanciata e a tratti incoerente e bucherellata – da dare, sempre privatamente, a quelli di voi che ci sono stati vicini fino ad ora e che avrebbero piacere di averla comunque per ricordo. (Potreste farvela anche da soli, ma non scherzavo quando dicevo che sono quasi un milione di parole… Ci vuole un po’ anche solo per copincollare tutto).

Vi terremo informati sui procedimenti, in ogni caso.^^

Per festeggiare, intanto, il primo tassello di questa nuova fase della nostra avventura: l’incontro tra Raven e Jude, che mi gironzola in testa da anni e che ho finalmente deciso di scrivere e pubblicare, con una copertina bellissima opera di Sabry di cui mi innamoro un po’ di più ogni giorno. Gratis, perché almeno questo ci sembrava giusto.

Speriamo che vi piaccia.

E vi ringraziamo ancora per questi dieci anni. Tantissimo.

Roots

Roots

Raven ha diciassette anni, una storia appena chiusa alle spalle, tanta voglia di conoscere persone nuove e di poter essere se stesso senza ostacoli o riserve. Jude ne ha sedici, e un discreto talento per lasciarsi semplicemente trascinare dalla vita; o, più concretamente, da sua sorella e dalla sua ragazza. Jude e Raven vivono nella stessa città, ma nonostante abbiano amici in comune non si sono mai incontrati. Adesso si ritrovano entrambi alla parata del Pride di Boston, invece, e le loro strade si intrecciano inesorabilmente: un incontro che è al tempo stesso fotografia del presente e primo passo verso il futuro, riscoperta delle proprie radici e occasione di guardarsi allo specchio. Sullo sfondo di una giornata arcobaleno, quando anche le domande più spaventose non ti fanno sentire troppo solo.

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