Di libri&auguri&buoni propositi^^

AziR5yFCcAAD8-DÈ tutta la giornata che cerco di scrivere questo post inaugurale – per il nuovo anno, per un nuovo corso, per qualunque cosa abbia bisogno di prendere un nuovo inizio – e continuo a dibattermi tra liste e consigli non richiesti; tra sogni e aspettative ed entusiasmi. Avrei voluto fare un bilancio per l’anno passato, ieri, ma alla fine ho mancato all’impegno e almeno oggi, quindi, voglio sforzarmi di mettere in ordine  le idee per tirare fuori un piccolo quadro di partenza. Qualcosa a cui tornare più avanti per controllare il percorso, magari; smentirlo, anche, rivoluzionarlo del tutto.

Il punto, come al solito, è che ho troppe aspettative e non so come farle stare tutte in un solo discorso. Ci provo con un elenco puntato, di nuovo: cinque propositi/sproloqui per il prossimo futuro.

1.Leggere. Di più, e meglio, sforzandomi di tenerne una traccia più costante. L’anno scorso ho iniziato a farlo ma mi sono persa per strada un sacco di cose; ho lasciato passare mesi interi senza dire una parola, e questa volta avrei almeno il proposito di non fare altrettanto. Soprattutto perché – in termini di letture, almeno – l’anno si presenta davvero, davvero bellissimo.^^ L’ultimo mese è stato un fioccare di liste: i libri più belli appena pubblicati, gli arrivi futuri più prossimi, le riletture migliori. Tra italiano e inglese, la mia lista di libri da leggere si è già gonfiata di almeno una decina di titoli, ma per fissare rapidamente alcuni appuntamenti a cui non voglio davvero mancare, tra i prossimi arrivi che più mi incuriosiscono – a tematica LGBT, s’intende, o il numero crescerebbe di molto – ci sono come minimo Orient, di Cristopher Bollen, che l’anno scorso è stato finalista ai Lambda Awards e che la Bollati Borligheri farà uscire da noi tra una decina di giorni; Il figlio prediletto di Angela Nanetti, annunciato da Neri Pozza; e Una frase e un rigo appena, di Manuel Puig, nella nuova edizione della Sur. In più, la Triskell ha appena annunciato l’acquisto dei diritti di due romanzi di Santino Hassell e Megan Erickson, cosa che – essendo ben noto il mio amore per Santino Hassell – mi ha chiaramente esaltato (tra parentesi, per chi legge in inglese, a metà mese esce il suo prossimo romance ambientato nel mondo del football, Down by Contact, che promette di essere meraviglioso); a febbraio uscirà, sempre in inglese, un’antologia sugli adolescenti LGBT nella storia che sembra scritta apposta per me, All Out – The No-Longer-Secret Stories of Queer Teens throughout the Ages (che tra l’altro ha una copertina stratosferica); e nel prossimo futuro saranno pubblicati da noi due romanzi che ho amato tantissimo, e a cui ho la fortuna di stare lavorando come traduttrice, e insomma. Credo ci siano davvero tantissime cose in arrivo.

2.Scrivere. Il 2017 è stato un anno strano, per me, da questo punto di vista; avevo un sacco di progetti, e ho iniziato un sacco di storie – oltre ad almeno venti spunti di idee archiviate in un quaderno creato con l’espresso proposito di non perderne troppe per strada – ma completato ben poco. Per quest’anno l’obiettivo è di finire almeno il romanzo a cui sto lavorando – il vero proposito sarebbe di finirlo presto, ma mi accontenterei di finirlo in generale, suppongo – e soprattutto non lasciar più passare tanti mesi senza scrivere nulla. Non lasciarmi bloccare dall’ansia, e dalla dispersione, e dalla fretta; non pretendere di scrivere sempre qualcosa di utile o importante o bello, ma buttare giù parole comunque. Anche solo per poterle soppesare. Poi, certo, se magari imparassi anche a revisionare davvero, invece di finire puntualmente a riscrivere tutto da capo (attualmente le mie revisioni sono questo: o capitoli in cui cambio si e no due parole, o capitoli che riscrivo totalmente), potrei anche approfittare di più delle diverse fasi del lavoro. (A questo si aggiunge, chiaramente, la sempiterna speranza di riuscire a fare qualche passo avanti nei lavori con Sabrina, cosa per cui proseguono i riti propiziatori.^^)
Sempre sul fronte scrittorio, poi… Non è esattamente un proposito ma una cosa a cui tengo tantissimo: quest’anno dovrebbe arrivare per la Triskell anche il nostro prossimo romanzo. Quindi, appunto. Incrociamo le dita per tutto.^^

3.Tradurre. Sul fronte della traduzione, l’anno inizia benissimo, perché come anticipavo sto lavorando a due romanzi stupendi e non vedo l’ora che possiate leggerli anche voi. Non mi dilungo troppo sull’argomento perché vorrei evitare anticipazione ecessive, ma… Uno è un romance delizioso che parla di cose come amori a distanza e altri argomenti a cui tengo parecchio, con una scrittura che mi sta facendo dannare ma che spero di riuscire ad affinare del tutto; l’altro è uno Young Adult particolarissimo, impregnato di realismo magico, con protagoniste cinque ragazzine bisessuali, che parla di fiori – tantissimi – e maledizioni struggenti, e normalizza l’attrazione omosessuale, e scava – letteralmente – nel passato di una terra, e usa una scrittura lirica e meravigliosa e insomma. Quando ho saputo che l’avrebbe portato in Italia una casa editrice con cui collaboro ho chiesto che mi fosse affidata la traduzione, e qualche giorno fa mi hanno dato la conferma.^^ E in generale, anche se meno immediato, il proposito di quest’anno è lavorare anche sulle proposte da fare io stessa perché davvero. I libri stupendi che meriterebbero di essere tradotti sono tantissimi, e il mio sogno sarebbe di contribuire a renderlo possibile, almeno in parte.

4.Osare. Una lezione che ho cercato di insegnarmi per tutto il 2017 – e che vedremo quest’anno se ho imparato, presumo^^ – è che bisogna osare: nel pensiero, nella pratica, scrivendo e proponendo e lanciandosi in qualunque cosa ci attragga. Non è facile farlo – soprattutto per chi vive di pessimismo cronico – ma a volte basta pochissimo (una speranza che si avvera, un colpo alla cieca che trova il bersaglio) a darci la fiducia necessaria per compiere un altro passo. E a questo riguardo, tra i tanti messaggi di auguri che mi sono passati sotto gli occhi quest’oggi, ce n’è uno che mi ha particolarmente colpito: il Questionario a se stessi di Audre Lorde (meravigliosa poetessa e saggista lesbica afroamericana), riformulato da Divya Victor in forma di esercizio introspettivo. Qui ne trovate una versione in lingua originale ma, dato che mi sembra una pratica importante – e un augurio migliore di tante parole vuote – ne riproduco sotto una traduzione. Perché a volte l’importante è davvero trovare il coraggio. Di scegliere le parole giuste, e farle proprie, e ripeterle, su carta e a voce. Nient’altro, forse, avrà mai lo stesso potere.

Quali parole ancora non hai? [O: “Per cosa ti mancano ancora le parole?”]

Che cosa hai bisogno di dire? [Elenca tutte quelle che siano necessarie]

Quali sono le tirannie che inghiotti giorno dopo giorno e tenti di rendere tue, fino ad ammalartene e morirne sempre restando in silenzio? [Elenca tutte quelle che siano necessarie oggi, poi scrivi un nuovo elenco domani e il giorno dopo ancora]

Se siamo stati socializzati a rispettare la paura più del nostro bisogno di linguaggio, domandati: “Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere se dicessi questa verità?” [Quindi, rispondi oggi e ogni altro giorno]

5.Essere felici. Coltivare le cose che ci aiutano a esserlo, e ignorare quelle che non lo fanno, soprattutto quando si tratta di questioni futili. Che sembra una banalità, e lo è, in fondo, ma mi è capitato troppo spesso, nel corso dell’anno passato – e anche prima, di certo, ma l’anno scorso è stato quando l’ho realizzato del tutto – di concentrarmi su cose che mi riempivano la testa di pensieri negativi, e vedere persone che amo fare lo stesso. Sono meccanismi perversi e non è facile spezzarli, ma… L’ultimo proposito per questo nuovo anno è di fare un tentativo. Smettere di tenere d’occhio recensioni e classifiche, se farlo butta giù di morale. Smettere di seguire le persone che postano cose sgradevoli, smettere di leggere libri che non piacciono, smettere di tenere fede a impegni – presi con nessuno – che aggiungono macigni alle pesantezze quotidiane. Il mondo è pieno di cose meravigliose – persone e letture, parole, piattaforme e forme d’arte – e il tempo è limitato, quindi concentriamoci su ciò che ci fa stare bene e lasciamo il resto a chi ha un sistema emotivo settato diversamente dal nostro. Impariamo a conoscerci, e tenerci per mano. Il che non significa non soffrire, necessariamente: ma farlo per una ragione valida, e come ultima spiaggia. Non gratuitamente, non per cose futili o fini a se stesse. Vogliamoci bene.

(E dopo questo scivolone nella retorica^^, auguro davvero a tutti un anno bellissimo, pieno di tutte le cose che possono dargli forza, e intensità, e senso.^^)

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4 pensieri su “Di libri&auguri&buoni propositi^^

  1. *__* Amo. Specialmente il punto 5.

    No, non è vero, li amo tutti perché leggere, scrivere e osare sono cose che mi prometto di fare maggiormente anche io. Scusa se escludo tradurre, ma non me ne occupo 😉 Però capisco quanto sia importante per te, quindi go on ❤

    Però i punti 4 e 5, secondo me, sono davvero importanti. Osare per crescere, e coltivare cosa fa stare bene ignorando cosa non lo fa, il che corrisponde al mio proposito di circondarmi solo di belle persone che abbiano cose stimolanti da dire, che siano capaci di confrontarsi anche se la vedono diversamente, di persone per cui la diversità sia un valore e non un muro. Bisogna liberarsi di quelle che non la vedono così, o ci si fa contagiare dalla mediocrità, dalla piccolezza, dalla meschinità. La negatività è un male contagioso, ma anche la positività (per fortuna). E di persone positive e belle è pieno, bisogna scovarle e tenersele strette.

    Auguro a te e tutti di leggere tanto, scrivere, tradurre (per chi lo fa xD), ma soprattutto osare e selezionare. Sì, battezzo così il punto 5, selezionare.

    Buon Anno, ti auguro tanti bei libri, progetti e persone :*

    M.

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    • Per me quest’anno – cioè, l’anno scorso^^, andrò avanti a dire “quest’anno” per riferirmi al 2017 fino a giugno, temo^^^^ – è stato davvero *illuminante* iniziare a frequentare twitter, e soprattutto iniziare a seguire dei poeti (favolosi) che hanno deciso di dedicarsi a *condividere* soprattutto la meraviglia del lavoro altrui. Perché sembra scontato, e banale, ma nei fatti è impressionante l’impatto che può avere sulla tua vita il riempirtela di cose che ti facciano sentire vivo, e *felice di esserlo*. Poi appunto, per ciascuno questo si coniuga in modo diverso – per me è la poesia (soprattutto quella americana contemporanea e “dai margini”), per altri possono essere non so, le graphic novels, i libri di cucina, i blogger di scrittura, qualunque cosa che davvero. Ti illumini la giornata. Per permetterti magari di riflettere un po’ di quella luce anche su altri, anche per vie traverse, e proseguire il cerchio.^^
      (Non necessariamente in termini esclusivamente positivi o “neutri”, tra l’altro. O meglio. Qualche mese fa mi sono imbattuta in un verso che diceva qualcosa come “This is not rage. This is weaponized happiness”. E non so, per me quest’idea di una felicità che diventa arma – una felicità strabordante, aggressiva, contagiosa, che trasformi anche le cose brutte in bellezza ed energia – è qualcosa di preziosissimo. E un po’ quello a cui vorrei tendere, ecco.^^)
      E nulla. Ti auguro anche io tutto il meglio, Mick.^^ ❤ Buon anno.^^

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  2. Innanzitutto: auguri. ^^
    Ho amato tantissimo sia il post che hai scritto ieri sui cinque momenti che più hanno segnato il tuo anno (io volevo fare una cosa simile ma due punti riguardavano episodi di cui non posso scrivere in un blog pubblico -_- ), sia questo. L’unico punto in comune è stato quello in cui parlavi di Ste: ho vissuto le stesse sensazioni a settembre, quando c’è stato il pranzo con Grazia e le altre: in due o tre momenti mi sono ritrovata quasi a piangere dalla gioia, anche solo per il fatto di essere sedute *fisicamente* allo stesso tavolo, a parlare di tatuaggi. L’emozione che ti da abbracciare in carne e ossa qualcuno che conosci solo tramite le parole è incredibile. E, in generale, trovo incredibile anche l’energia che traspare da quest’ultimo post: la voglia di fare è palpabile e, per fortuna, contagiosa. ^^ Parlando di letture belle, poi, volevo ringraziarti per avermi spronato a leggere Gli omicidi di Monet di Lanyon: Jason è davvero il personaggio che avevo bisogno di incrociare. Non so come ho potuto farmi sfuggire Gli omicidi della sirena, soprattutto perché poi mi sono ricordata di aver letto la recensioni che ne avevi fatto all’epoca, ma posso dire che il lavoro di documentazione di Lanyon è più accurato di quanto pensassi, soprattutto per quanto riguarda l’ambiente delle gallerie. Ho provato a mantenere un minimo di distacco ma credo proprio che, quando scriverò la recensione, sproloquierò parecchio ^^ E ok, mi rendo conto di stare usando la casella dei commenti come una succursale di Messenger, per cui mi fermo qui e torno in topic: l’entusiasmo non solo è contagioso, ma è l’unica cosa che ti salva da chi ti fa passare la voglia di fare anche quelle cose che ami. Mi sono imposta anch’io la regola di allontanare le persone negative e tenermi stretta tutto ciò che mi fa stare bene con me stessa. Non traduco ma condivido l’obiettivo di leggere di più e scrivere. Non solo cose scientifiche o per il blog. Non mi impegno formalmente in una promessa, però ecco: farò uno sforzo per tirare fuori almeno un racconto nuovo. Ancora auguri. ^^

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    • Auguri anche a te, Dani!^^ Sono felice che i post ti siano piaciuti.^^
      Quello che dici dell’emozione di incontrare in carne e ossa qualcuno che conosci già bene tramite internet&corrispondenza è verissimo – io in realtà ci ho messo anni a entrare nell’ottica (e le prime volte che ho visto Sabrina per dire ero ancora molto più incasinata da quel punto di vista, perché… ho l’abitudine di compartimentalizzare al massimo e intorno ai vent’anni ero davvero arrivata a livelli patologici, qualunque cosa facesse un po’ implodere l’equilibrio mi mandava in crisi) ma adesso mi fa davvero tanta tenerezza.^^ Cioè, tende a terrorizzarmi ancora, o non sarei io *rolls*, ma è anche un’esperienza bellissima.
      E sono felicissima che tu sia approdata all’ultima serie della Lanyon.^^ Io continuo a non avere letto “Gli omicidi di Monet”, perché sono una terribile procrastinatrice, ma credo che per te fosse proprio la lettura perfetta al momento giusto.^^ (Che poi è un modo stupendo di accompagnare le feste.^^)
      Speriamo davvero che il 2018 sia un anno pieno di entusiasmo e persone&cose che sanno trasmetterlo.^^ ❤
      Un abbraccio!^^ (E – detto qui anche se ci sarà modo di ripeterlo – in bocca al lupo per tutto.^^)

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