Come denti di leone – Jude

Da domani – 15 gennaio – dovrebbero entrare in vigore delle nuove normative di Streetlib che avranno come conseguenza l’impossibilità di pubblicare ancora romanzi gratuiti sulla piattaforma di Amazon. Il che significa – presumo – che da domani anche “Roots” sarà automaticamente a pagamento. La cosa non mi fa molto piacere, ovvio, ma non posso farci granché e quindi mi limito ad approfittare del fatto che a oggi è ancora gratuito per postare l’ultima delle moodboard creata durante la  sua stesura.^^ Dedicata a Jude, e al suo modo un po’ tenero e un po’ esasperante di puntare i piedi contro la vita, per poi lasciarsene trascinare lo stesso. (Soprattutto quando, ecco. Per “vita” si intende “Raven”).
E dato che mi è presa nostalgia, e ho riaperto il file di Come denti di leone, posto anche uno stralcio di quella storia, con la speranza prima o poi di riuscire a riprenderla in mano.^^

 

Jude - Come denti di leone (1)

Come denti di leone

«Ma tua sorella?» domanda Raven, senza voltarsi.
Dall’altra parte della strada, la casa di Emily Watts è come una lampadina accesa nella sera: ogni singola finestra è illuminata, le tende tirate a mostrare la festa. È stato Jude stesso a insistere per andare, e lo sa bene, ma in quel momento gli sembra che potrebbe passare la serata seduto in auto con Raven, parcheggiati lì di fronte o in qualunque altro posto. A parlare, guidare o stare semplicemente fermi, in silenzio.
«Mia sorella cosa?» chiede.
L’amico lo guarda con la coda dell’occhio. «Sta bene?»
Ha le mani ancora appoggiate sul volante, morbide e rilassate; le stesse dita lunghe che Jude si scopre a fissare ogni volta che riesce a trovarlo fermo in un posto, come in quel momento. Vorrebbe fotografarle, spesso; altre volte il desiderio è più confuso. Adesso cerca di distogliere lo sguardo, solleva una spalla incerto. «Intendi fisicamente, o dal punto di vista emotivo?»
«Intendo: perché non ti ha accompagnato lei, questa sera?»
Jude preme la nuca contro il sedile, si stringe nelle spalle. «Lei ed Emily non si piacciono molto. E poi è depressa perché non vede Jess da due giorni, tipo, e dice che le fa male il tatuaggio.»
«Sta mettendo la vaselina?»
«Sta facendo tutto quello che le hai detto, è soltanto una scusa,» ribatte lui, quasi infastidito. Poi, notando il modo in cui l’amico continua a rubare occhiate alla casa, aggiunge: «Non sei obbligato a entrare, comunque.»
«Non mi sento obbligato,» mente Raven.
«Davvero. Anche Eve mi ha dato buca, alla fine.»
Raven sbuffa, inarcando le sopracciglia. «Addirittura io so che trascinare la tua ex alla festa di una ragazza che ti ha invitato con l’espressa intenzione di portarti a letto è una mossa stupida.»
L’istinto sarebbe di dire che portarci lui, a quel punto, è teoricamente più idiota ancora, ma la verità è che Jude non sopporta l’idea di entrare in quella casa da solo; non quando è abituato da sempre a contare sulla presenza di Magda, quantomeno, e non quando deve avventurarsi in un mondo da cui si sente sempre più estraneo. La prospettiva di varcare la soglia con Raven accanto lo fa sentire stranamente bene, non protetto, ma reale: come se avesse bisogno della sua presenza per non perdersi tra le maschere.
«Emily non vuole venire a letto con me,» ribatte.
Raven ride.
«Seriamente, mi ha solo invitato alla sua festa, la conosco da quando abbiamo dieci anni, tipo. Sarebbe strano.»
«Non ti piace?»
Lui si stringe nelle spalle. «Non ho detto questo.»
Il sorriso dell’amico è magnetico. Chinandosi appena in avanti, fa scattare la portiera con una mano e toglie le chiavi dal motore con l’altra; gli lancia un’occhiata veloce, quasi maliziosa. «Be’, secondo Eve ti muore dietro da almeno tre anni. Pare che stia progettando l’attacco di seduzione da quando ha saputo che vi siete lasciati, quindi…»
«Si può sapere come fai a saperlo? Non vieni neanche a scuola con noi!»
«Per mia fortuna.» Raven rabbrividisce vistosamente, poi scende dall’auto, si stiracchia. «Eve mi tiene al corrente.»
«Non sapevo ti interessassero i pettegolezzi.»
«Non sono i pettegolezzi a interessarmi», è la risposta, distratta. Jude si accorge solo quando è sceso dall’auto a sua volta di quanto sia tesa, la sua postura, come se la giacca di pelle che indossa gli ingessasse le spalle in una linea rigida. Posandogli il palmo in mezzo alle scapole, lo sente rilassarsi impercettibilmente.
«Ehi,» dice. «Dicevo sul serio, prima. Non sei costretto a venire.»
«Certo. E lasciarti da solo?» Raven alza gli occhi al cielo, indietreggia appena per passargli un braccio intorno al collo. «Ho fatto di peggio per gente a cui non tenevo altrettanto.»
«Sul serio?» domanda lui, scettico. «Peggio che entrare volontariamente nella casa di un milionario repubblicano?»
«Stavo cercando di non pensare almeno a quello.»
«Io ero convinto che mi avresti proibito di frequentarla…»
Raven si ferma a metà di un passo, lo costringe a imitarlo stringendo la presa. «Lo sai, vero, che non mi permetterei mai di farlo?»
Lui sbatte le palpebre, perplesso. «Fare cosa?»
«Dirti chi puoi o non puoi vedere. Cosa devi o non devi fare. In nessun caso.»
Ha uno sguardo più solenne di quanto sarebbe richiesto da quel momento; le luci della casa si riflettono sui suoi capelli e li accendono di bianco, fanno risaltare ancora di più il nero liquido degli occhi. Jude deglutisce, pensa che dovrebbe distogliere lo sguardo ma resta fermo immobile.
«Lo so,» dice.
E cerca di non pensare a quanto fa male, in fondo, saperlo; a quando vorrebbe, con una parte minuscola del suo cuore, che il braccio dell’amico stringesse la presa e lo costringesse a fermarsi, a indietreggiare. La stretta si trasforma in pacca amichevole, invece; Raven gli batte la mano sulla spalla, lo lascia andare completamente.
«Detto questo,» aggiunge. «Se qualcuno degli altri stronzi fa qualcosa, non prometto niente.»
E Jude ride, premendo la spalla contro la sua in un contatto amichevole, neutrale. «Non mi aspetterei nient’altro.»
Subito dopo, si decide a suonare il campanello.

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2 pensieri su “Come denti di leone – Jude

    • Anche io adoro quel titolo e credo che quella storia – o la versione che mi verrà in mente quando mi deciderò a tornarci davvero^^ – la scriverò anche solo per quello.^^
      E sono felice che la moodboard ti piaccia. ❤ Appena ho visto quella foto ho pensato: Jude. (Il che ecco. Forse non è esattamente carinissimo, nei suoi confronti.^^^^)

      Piace a 1 persona

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