L’estate che sciolse ogni cosa

estate-sciolseUna delle cose che amo più in assoluto è scegliere i libri seguendo l’istinto. Succede nelle bancarelle dell’usato, spesso – e non so neanche spiegare la soddisfazione ogni volta che, per puro caso, pesco dal mucchio qualche titolo che si rivela a tematica LGBT, il che rende l’acquisto un obbligo – ma anche in libreria è divertente, con l’aggiunta che ti senti un minimo più radicato nello spazio-tempo attuale. Il che ecco. Per una come me, che vive d’astrazione, non è male.

Uno di questi colpi di fulmine istintivi mi è accaduto qualche mese fa, mentre gironzolavo per una delle librerie indipendenti in cui finisco per entrare puntualmente ogni volta che vedo un’amica, ed è stato difficile, sul momento, trovare una spiegazione razionale a quell’attrazione immediata: il romanzo era di una completa sconosciuta, opera prima di un’autrice americana, la copertina dell’edizione italiana aveva un tono neutro che di solito non mi attira troppo e il prezzo era decisamente più alto di quello che tendo a concedermi a scatola chiusa. Ma il titolo era incredibile – potrei essermi innamorata solo di quello – e dalla quarta di copertina sembrava proprio il genere di romanzo in grado di stregarmi. Ho esitato un quarto d’ora, soppesato tutte le altre cose che avrei voluto prendere in alternativa e alla fine ceduto all’istinto.

Il romanzo è rimasto in attesa per mesi, sul tavolino del soggiorno. Quando infine mi sono decisa a iniziarlo, avevo un po’ il terrore che quella lettura tanto pregustata mi avrebbe un po’ deluso. Se possibile, invece, l’innamoramento è stato ancora più completo. E quindi, anche se la tematica LGBT è solo marginale – ma la cosa adorabile è che non si intuiva per nulla dalla quarta di copertina, tanto che finché non è arrivata la conferma testuale ero sicura di starmi praticando queerbaiting da sola – ho deciso di parlarne qui perché, insomma. È così bello. L’ho amato così tanto. A dispetto di tutto. Non potevo evitarlo.

Quindi, dopo la solita introduzione infinita. L’estate che sciolse ogni cosa, di Tiffany McDaniel.

Per prima cosa: la scrittura è incredibile. Tutte le promesse del titolo – la poesia, l’atmosfera evocativa, la bellezza – sono mantenute in pieno e forse addirittura potenziate. La traduzione è armoniosa, lo stile dell’autrice personalissimo sebbene sia la sua opera prima, i personaggi sono tracciati con un’abilità magistrale ed è tutto così struggente. Doloroso. Intenso. A prescindere dalla trama – che pure è originalissima – McDaniel avrebbe potuto passare trecento pagine a raccontare la cosa più noiosa del mondo e io credo avrei letto incantata. È proprio la sua prospettiva, magica, la lieve distorsione del reale che trasforma un paesino dell’Ohio nel paradiso perduto, e un’estate che logora la salute mentale dei suoi abitanti nell’inquietante immagine dell’inferno.

Il romanzo si inserisce nel filone del Southern Gothic – la critica ha definito McDaniel la sua prima grande esponente del ventunesimo secolo, sebbene l’Ohio esca dall’area geografica tipica del genere – e, soprattutto all’inizio, sembra basarsi e giocare su un presupposto fantastico: che il diavolo esista, abbia un corpo e sia incarnato in un ragazzino. Il protagonista è un vecchio che, da un futuro non ben precisato, ricorda l’estate dei suoi tredici anni quando, nel 1984, si è consumata la tragedia che avrebbe cambiato per sempre la sua vita: ed è tutto lì, in realtà, nella prima descrizione che offre di quell’annata terribile, apparentemente banale ma in realtà colma di presentimento. Suo padre, avvocato che tenta di agire come “setaccio di Dio”, ha scelto un modo insolito per affrontare il Male con cui si scontra quotidianamente: pubblicando sul giornale un annuncio in cui invita il Diavolo a fargli visita, per conoscerlo e poterci dialogare. Nessuno si aspettava che il diavolo accettasse davvero, e ancora meno che si presentasse con le sembianze di un ragazzino nero dagli occhi verdi, vestito in una salopette lacera e impolverata, che sogna gelati e ha nello sguardo tutta la stanchezza del mondo. Nell’istante del suo arrivo, sulla città si abbatte un’ondata di calore assoluto, impossibile, che esaspera i nervi e rende fin troppo facile credere alla sua storia incredibile: che il diavolo sia lì davvero, in carne e ossa, che non sia crudele come raccontano ma porti, nella sua tristezza, una maledizione che propaga come un’epidemia. In breve, tutte le disgrazie della cittadina vengono imputate a quel ragazzino, in una metafora della psicosi collettiva e del bisogno di trovare un capro espiatorio che, unita all’inevitabile ombra del razzismo, trasforma la situazione in tragedia per Sal, il ragazzino, e per la famiglia del protagonista che l’ha accolto in casa e ha imparato ad amarlo come un figlio.

L’altra tematica affrontata nel romanzo, e quella che mi permette di parlarne qui senza violare le mie regole auto-imposte^^, è l’accettazione dell’omosessualità in un’epoca – gli anni ’80 – su cui iniziava ad aleggiare lo spettro dell’AIDS. Uno dei personaggi (meraviglioso e tragico e così bello che l’ho amato anche se per molti versi rappresenta Tutto Quello Che Non Bisognerebbe Fare Con Un Personaggio Gay Nel 2017) è un diciottenne spigliato e popolare, stella della squadra di baseball e pupillo della città, che in silenzio, di nascosto da tutti, dietro la maschera che altri gli hanno cucito addosso, deve venire a patti con il proprio orientamento sessuale e con la solitudine assoluta che questo implicava a quel tempo. L’intera narrazione del romanzo si regge sull’elaborazione della tragedia – una tragedia totale, sconvolgente e annunciata, consumata fino all’ultima goccia – perciò non credo sia esattamente uno spoiler dire che anche la sua fine sarà tragica: la peggiore, forse, o molto vicina. Eppure, nonostante io di solito ODI le morti dei personaggi, e le morti dei personaggi LGBT feriscano in modo particolarmente violento, non ho potuto che restare incantata dalla bravura e dalla sensibilità struggente con cui McDaniel non evita il dolore, ma vi immerge – letteralmente – le mani fino a coprirsene. Non ricordo quando è stata l’ultima volta che ho pianto tanto per un romanzo, e non ricordo l’ultima volta che il pianto è stato così liberatorio: perché non era solo il dolore, a causarlo, ma anche la bellezza. L’amore. Una commozione totale che abbracciava tutto.

Il finale della vicenda – che vi risparmio, nel caso qualcuno sia ispirato a leggerla – è esagerato, ma di un’esagerazione che si incastra bene in una trama fatta di paradossi e incrinature della realtà, di diavoli che prendono le sembianze di bambini e bambini che finiscono per indossare una storia che li presenta come diavoli; di inferni che sono grandi stanze da cui non si può uscire, di bambine che usano rose per esorcizzare i lividi inflitti dal malamore, di vendette private estese a dimensioni sociali, razziali, immense, e città che il calore cuoce lentamente fino a farle impazzire. Di amori che uccidono, e tragedie che cadono in testa come rami nel bosco, di fiori offerti in sfida al posto delle pietre e peccati disseminati per i campi di grano. Di fratelli che si amano, e feriscono, e perdono, e invecchiano immaginando le rughe che avrebbe avuto l’altro. Di roghi, e calure, e donne barricate in casa per evitare una pioggia impossibile. Di case che diventano un mondo, ogni stanza un paese diverso, e orrori indicibili sussurrati come favole.

Il tutto, davvero, in una prosa che è come una poesia, ma si legge con scioltezza meravigliosa.

Non so a chi consigliarlo, di preciso; immagino che non sia per tutti, e il costo del volume non è bassissimo. Ma se vi piacciono le storie in bilico sulle crepe della realtà, se siete affascinati dall’idea del diavolo come angelo caduto; se vi piacciono le storie di formazione e amate quando i simboli formano il tessuto delle trame; se vi piacciono le scritture poetiche che sperimentano pur restando armoniose, credo che questo libro potrebbe incantarvi quanto ha incantato me.

Presentazione dell’editore

Ci sono estati che ti entrano sotto la pelle come ricordi eterni. Per il giovane Fielding Bliss quell’estate è il 1984, l’estate che cambierà per sempre la sua esistenza e quella di tutti gli abitanti di Breathed, Ohio. Qui, in una giornata dal caldo torrido, il diavolo arriva rispondendo all’invito pubblicato sul giornale locale da Autopsy Bliss, integerrimo avvocato convinto di saper distinguere il bene dal male, e padre di Fielding. Nessuno in paese si sarebbe mai aspettato che Satana avrebbe risposto. E tantomeno che si sarebbe palesato come un tredicenne dalla pelle nera e dalle iridi verdi come foglie, eppure quel ragazzo uscito dal nulla sostiene davvero di essere il diavolo. A incontrarlo per primo è Fielding, che lo porta con sé a casa. I suoi genitori subito pensano che il giovane, che sceglierà di farsi chiamare Sal, sia scappato dalla propria famiglia, eppure le ricerche non portano a nulla, e in lui sembra esserci veramente qualcosa di impenetrabile e misterioso. Qualcosa che gli abitanti di Breathed non capiscono e li farà persuadere che quel ragazzo dalle lunghe cicatrici sulle spalle sia realmente quello che dice di essere: il diavolo. Intanto, un’afa incredibile scioglie i gelati e i pensieri e confonde i rapporti e le certezze, il senso del bene e del male, dell’amore e della sofferenza, della fiducia reciproca e della paura. Lirico, struggente, sorprendente e davvero unico nel panorama contemporaneo, L’estate che sciolse ogni cosa  è un romanzo di una bellezza folgorante che segna l’esordio di una nuova, grande voce letteraria.

Dati tecnici

Titolo: L’estate che sciolse ogni cosa
Autore: Tiffany McDaniel
Traduttrice: L. Olivieri
Casa editrice: Edizioni Atlantide
Anno di pubblicazione: 2017
Edizioni AtlantideGoodreads Amazon 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...